BLOCCO SINE LIMES 2 E COLLASSO DELLA LEGGE 162: L’ASSOCIAZIONE PROGETTO LAVOR@BILE DENUNCIA L’EMERGENZA SOCIALE IN SARDEGNA

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2 agosto 2026 – L’Associazione Progetto Lavor@bile Sardegna esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per la Determinazione n. 1092 del 31 luglio 2026, con cui la Regione Autonoma della Sardegna ha disposto la sospensione forzata per 120 giorni dell’avviso pubblico Sine Limes 2 (annualità COD2026). Un provvedimento puramente burocratico che si traduce in un drammatico abbandono per centinaia di persone con grave disabilità, anziani non autosufficienti e per i loro caregiver familiari.
Il meccanismo di Sine Limes 2 obbliga i nuclei familiari a contrattualizzare regolarmente assistenti familiari, OSS ed educatori, anticipando mensilmente stipendi e contributi INPS di tasca propria. Con lo stop della RAS, le famiglie si trovano oggi costrette a pagare somme ingenti al buio, senza alcuna certezza legale sul rimborso delle spese correnti e sulla retroattività dei fondi, mentre i pagamenti previsti per il 2027 subiranno slittamenti indefiniti. A questa paralisi regionale si somma il fallimento della gestione locale della Legge 162. Definire i piani personalizzati una rete di salvataggio è ormai irrealistico: la misura è ridotta a briciole a causa dei ritardi cronici dei Comuni nell’erogazione dei mandati, di tagli ISEE sproporzionati che concedono appena manciate di ore assistenziali a settimana e di una giungla burocratica che schiaccia la dignità delle famiglie. “La disabilità e la non autosufficienza non vanno in vacanza per le esigenze organizzative della Regione”, dichiara Ermelinda Delogu per l’Associazione Progetto Lavor@bile. “Senza liquidità da anticipare, molte famiglie sarde saranno costrette a licenziare i propri assistenti, distruggendo la continuità terapeutica dei malati e condannando i caregiver al collasso fisico ed economico. Lo Stato non può imporre la legalità dei contratti e poi sparire al momento di pagare, incentivando di fatto il ritorno al lavoro nero per pura necessità di sopravvivenza”.

L’Associazione Progetto Lavor@bile Sardegna chiede con urgenza alla RAS: L’emanazione immediata di un atto integrativo che inserisca una clausola di salvaguardia retroattiva blindata, garantendo la totale copertura delle spese assistenziali sostenute dalle famiglie durante i 120 giorni di sospensione. L’apertura di un tavolo di crisi per superare la logica dei bandi a termine e riformare il welfare sardo, istituendo un fondo unico strutturale per la non autosufficienza e il riconoscimento reale dei caregiver. I diritti costituzionali dei cittadini più fragili non possono essere sospesi per inefficienze amministrative.
Progetto Lavor@bile è pronta alla mobilitazione al fianco delle famiglie.

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