ITALIA ATTIVA SARDEGNA. ERMELINDA DELOGU: «ANOMALIE NEI CONCORSI REGIONALI PER I DISABILI»

«Ci sono evidenti anomalie nei recenti concorsi regionali riservati ai diversamente abili e, se la Regione non interviene, è lei la vera “non vedente”».
La denuncia arriva da Ermelinda Delogu, dirigente regionale del Dipartimento sociale di Italia Attiva Sardegna, che sollecita la giunta guidata da Francesco Pigliaru verso una politica più inclusiva nei confronti dei disabili nel mondo del lavoro e chiede l’immediata verifica su quanto stia accadendo all’interno dell’ASPAL in merito alla copertura dei posti per la quota disabili.

I fatti. «Dopo tre anni di farse e false azioni – commenta Delogu, da sempre impegnata nelle lotte dell’elettorato non udente – la Regione Sardegna tramite il direttore generale dell’ASPAL, Massimo Temussi e il nuovo assessore al Personale, Filippo Spanu, in poco tempo ha dato avvio a due concorsi in apparente applicazione della legge 68/99. Ci sarebbe da fargli un plauso se non fosse che, dopo una breve analisi, in particolare nel primo spiccano forti incongruenze nell’applicazione delle disposizioni che la stessa legge prevede»

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PROTESTA DEI LAVORATORI DISABILI IN CONSIGLIO: “L’ASPAL CI DISCRIMINA”

Arriva fino al Consiglio regionale la protesta dei lavoratori del progetto Lavor@bile: 46 disabili del progetto per l’inserimento lavorativo nato nel 2007 accusano l’Aspal, l’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro, di “discriminazione per non voler assumere questi lavoratori nonostante ci siano le leggi che stabiliscano che si tratta di un diritto”, spiega Ermelinda Delogu, presidente di Lavor@bile.

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CAGLIARI. LUNEDÌ 13-02-2017 ALLE ORE 10:00

La Presidente dell’Associazione Progetto Lavor@bile Sardegna ONLUS prima di incontrare alcuni Consiglieri sarà a disposizione fronte Consiglio Regionale in Via Roma, per dichiarazioni di aggiornamento per la vicenda dei lavoratori disabili del Progetto Lavor@bile. Pubblica denuncia di DISCRIMANZIONE: Avendo già in passato avuto promesse non mantenute, e vedendo che il mese di Febbraio scorre senza … Leggi tutto

AGENZIA DEL LAVORO, IL CASO DEI DISABILI ESCLUSI ARRIVA IN CONSIGLIO

La presa di posizione della presidente dell’associazione “Progetto Lavor@bile Onlus, Ermelinda Delogu, che in una lettera denuncia la paradossale vicenda: “Disabili esclusi, una discriminazione assurda nonostante abbiano pieno diritto di lavorare” La vicenda dei disabili esclusi all’agenzia del Lavoro, dove il caos assunzioni pare non abbia un epilogo sperato. Ora, dopo la denuncia della presidente … Leggi tutto

DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE PROGETTO LAVOR@BILE SARDEGNA ONLUS L’ASSOCIAZIONE PROGETTO LAVOR@BILE SARDEGNA ONLUS DENUNCIA IL MANCANTO IMPEGNO PROMESSO DALL’ASSESSORA AL LAVORO VIRGINIA MURA E DAL DIRETTORE GENERALE DELL’ASPAL

A seguito di vani e ripetuti tentativi di dialogo e non avendo visti onorati gli impegni e le parole spese dall’Assessora al lavoro Virginia Mura e dal Direttore Generale dell’ASPAL, considerato anche che la problematica in questione è stata ampiamente portata all’attenzione del Presidente Pigliaru a cui si è chiesto di aprire una indagine sulle … Leggi tutto

AGENZIA DEL LAVORO, È CAOS ASSUNZIONI: “DISABILI ESCLUSI, È INGIUSTO”

Agenzia del Lavoro, è caso assunzioni. La denuncia della presidente dell’associazione Progetto Lavor@bileSardegna Onlus, Ermelinda Delogu: “Perchè quei disabili che hanno superato le selezioni a pieno titolo e mediante un concorso pubblico non sono stati reintegrati negli ex C.s.l?”. Assunti invece molti che non hanno effettuato concorsi “Non siamo stati reintegrati nonostante siamo gli unici … Leggi tutto

ASSUNZIONI IN REGIONE SENZA CONCORSO, IL CASO DELL’AGENZIA SARDA PER IL LAVORO

Mentre in Sardegna la disoccupazione giovanile continua a salire (56,4 per cento contro il 39,4 di media nazionale, stando all’ultimo dato Istat), spunta una nicchia di fortunati: sono i 519 ex dipendenti dei Centri servizi per il lavoro (Csl) e dei Centri servizi per l’inserimento lavorativo (Cesil), gestiti rispettivamente da Province e Comuni. Dal 9 gennaio Csl e Cesil sono stati assorbiti dall’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (Aspal), ma come enti pubblici autonomi avevano preso forma dal ’98 in avanti, in attuazione al decreto legislativo 469 che riorganizzò a livello nazionale i vecchi uffici di collocamento. La riforma era ambiziosa: usando più moderne forme di assistenza come il censimento dei curricula e l’attivazione di corsi formativi, si voleva facilitare la ricerca di un lavoro. Tanto che nell’Isola, dove la disoccupazione è un’eterna emergenza strutturale, Csl e Cesil vennero istituiti capillarmente, raggiungendo quota trentotto. Ma l’obiettivo del sostegno all’occupazione per il momento pare essere stato centrato solo per i dipendenti degli stessi Csl e Cesil assunti senza concorso, attraverso chiamate dirette o selezioni per titoli più colloquio. Un paradosso tutto sardo che è emerso in queste giorni cioè quando per i 519 ex lavoratori di Csl e Cesil si sono completate le procedure di stabilizzazione nell’Aspal con gli ultimi 298 contratti firmati: da precari che erano, i 519 – a scaglioni – sono diventati dipendenti regionali a tempo indeterminato.

Maggioranza di centrosinistra e opposizione hanno votato all’unanimità il provvedimento. Fatto insolito in tempi in cui gli schieramenti non perdono occasione per farsi la guerra. Ma quei 519 lavoratori sono un caso a parte. È infatti vero che a suo tempo ci sono state anche selezioni pubbliche e i candidati sono stati valutati da apposite commissioni, ma la politica ha messo del suo. Ciò non significa ovviamente che tra gli assunti non ci siano eccellenti operatori (alcuni hanno ottenuto la stabilizzazione dopo dieci anni di precariato): il problema è che una parte delle assunzioni è stata condizionata in modo evidente dall’appartenenza politica dei prescelti. Una modalità di selezione bipartisan, praticata dal centrodestra come dal centrosinistra. Ed ecco una delle ragioni del voto unanime del Consiglio regionale. E anche di molti malumori.
Lo scorso 1° gennaio, quando Sardinia Post pubblicò la mappa sarde della stabilizzazioni in Regione (leggi qui), sulla bacheca Facebook del giornale non sono mancati i commenti di contestazione. Eccone alcuni. Marco Spano: “Bene, anziché assumere per concorso, saranno stabilizzati quelli che sono entrati grazie ai vari politicanti di turno, negli anni passati. Ma poverini li vogliamo lasciare precari a vita? È che mai sarà un contratto a tempo indeterminato, chi è quel pezzente che non se lo può permettere?”. Stefano Virdis: “Insomma, come al solito tutti i prediletti dei politici. I concorsi non esistono e non esisteranno mai”. Roberta Cuboni: “Ma ci si può ribellare a questa cosa e chiedere un concorso aperto a tutti?”. Letizia Calledda: “Ma non è previsto che l’accesso in Regione avvenga per concorso pubblico?”. Reazioni generalizzanti, che i diretti interessati avvertono come ingenerose. E che, però, sono indicative del clima di diffidenza che nella Sardegna della crisi accompagna le scelte della politica.
Ma non è il solo problema. A emergere è stata anche una sproporzione tra il numero degli assunti nei vari territori e quello dei disoccupati. Certo è che che il numero dei senza lavoro può variare e che dunque non può mai esserci una relazione stabile tra gli organici degli uffici e quanti cercano occupazione, ma in alcuni casi la sproporzione è particolarmente eclatante. Per esempio, nei Centri per l’impiego dell’Oristanese si concentrava il 18,3 per cento del personale (95 sui 519 totali), mentre nel territorio vive il 10 per cento dei senza lavoro sardi (29mila su un totale di 290mila). Il rapporto tra dipendenti e disoccupati è di 1 a 305. Per contro nella provincia di Cagliari, che raccoglie il 31 per cento dei senza lavoro (89.900), il Csl aveva una pianta organica da 41 dipendenti. Rappresentavano l’8 per cento sul totale dei 519, ma si saliva al 22 considerando che il bacino del Cagliaritano è assistito anche dalla vecchia agenzia regionale del lavoro per un totale di 115 dipendenti. Il rapporto in questo caso è stato di 1 a 781.

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TEMUSSI (ASPAL) «CATEGORIE PROTETTE, MASSIMO RISPETTO»

«Nessuna discriminazione, anzi massima attenzione e sensibilita nei confronti di disabili e categorie protette» sottolinea il direttore generale dell’Agenzia sarda per le politiche del lavoro Massimo Temussi. La rassicurazione arriva dopo le parole della presidente dell’associazione Lavor@bile,  Ermelinda Delogu, che aveva accusato l’Aspal di avere, «a torto», lasciato fuori dalla prima tornata di assunzioni 46 persone disabili, appartenenti al progetto regionale Lavor@bile. « Si tratta di un attacco anacronistico, fuori luogo, e dettato da una grande confusione sulle norme vigenti che regolano questo passaggio cruciale con il quale si sta trasformando l’Agenzia».
«L’inserimento dei lavoratori disabili e il secondo tassello dell’ampio processo di trasformazione dell’Aspal», assicura il direttore generale. Il primo, come e noto, e stato il superamento del precariato per i trecento lavoratori ex Cesil e Csl.

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LAVORO, IL MANAGER DELL’AGENZIA REGIONALE: “CI FACCIAMO CARICO DEI DISOCCUPATI SARDI”

Massimo Temussi direttore dell’Aspal parla delle politiche attive per il lavoro secondo il progetto varato dalla Regione e affidato alla struttura

CAGLIARI. Venticinque ragazzi girano per la Sardegna e raccontano agli imprenditori cos’è l’Aspal, l’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro nata nel maggio 2016, devono tornare in sede con un’informazione precisa su ciascuna impresa: quali figure professionali servirebbero il giorno in cui queste dovessero assumere. È l’esordio dello Sportello imprese, «non le abbiamo ascoltate per anni, ora si cambia»: lo racconta Massimo Temussi, 46 anni, sassarese, rinominato direttore per mandare avanti un progetto di politiche attive che dovrebbe voltare pagina sul tema del lavoro: «L’Agenzia deve fare la vera presa in carico dei disoccupati sardi».

E da dove comincia?

«Bisogna conoscere ogni disoccupato e personalizzare il suo percorso verso il lavoro. Ai giovani bisogna dare il segnale che sono loro che si devono attivare. Con i nuovi servizi dell’Agenzia glielo spiegheremo. Uno strumento sarà il coaching, esiste nei servizi per il lavoro di tutto il mondo».

Quindi i posti di lavoro veri sono ancora lontani.

«Nel febbraio 2016, in occasione del job day, sono stati trovati 1.780 posti di lavoro, ma il vero risultato è stato che in tanti, per la prima volta, hanno fatto addirittura due colloqui di lavoro in un giorno. È lì che abbiamo cominciato a intercettare i nostri veri clienti: i ragazzi che hanno scarse capacità informatiche, su un campione di 20 giovani nessuno aveva un videocurriculum e solo uno sapeva cosa fosse».

Ma l’Aspal oggi è solo un carrozzone con 800 dipendenti.

«Il vincolo assessoriale è di formare i dipendenti, che provengono da 4 o 5 realtà diverse ma alla fine dovranno parlare tutti la stessa lingua. L’Agenzia del lavoro in origine aveva 80 dipendenti, siamo diventati 800 per un progetto passato al vaglio attento della Regione, giunta e consiglio».

L’esito del referendum può incidere sulla riorganizzazione delle politiche del lavoro?

«Il panorama nazionale è incerto, ma non so se, col No, dopo aver creato l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro)si possa pensare di tornare a una gestione di livello provinciale. In Sardegna il problema non si pone perché siamo regione autonoma. Siamo la prima regione ad aver unificato le politiche del lavoro. L’unificazione va difesa: 110 province hanno condotto politiche polverizzate. Anche in Sardegna: otto province fornivano otto dati diversi sullo stesso argomento. Il mercato del lavoro è comunitario, non sardo. Il 90 per cento dei fondi per le politiche del lavoro vengono dall’Ue e uno dei programmi più importanti, Erasmus Plus, è per la mobilità dei giovani in Europa».

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RESTANO FUORI I PARTECIPANTI A UN PROGETTO PER L’INELUSIONE DI PERSONE SVANTAGGIATE DISABILI, «ASSUNZIONI NEGATE»

Nuova protesta sul riassetto dell’Agenzia sarda del lavoro » Prima la polemica tra Sel e il direttore generale dell’Aspal (la nuova Agenzia per il lavoro), Massimo Temussi, sui trasferimenti dei lavoratori provenienti dai Gesil e Gsl assunti la settimana scorsa: eon Ggil, Cisl e Uil  che hanno chiesto la sospensione delle assegnazioni.   Adesso il  … Leggi tutto