Le parole dell’on. Francesco Agus sono gravi e inaccettabili”. Il direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi, rispedisce al mittente le accuse in merito alle prime assegnazioni delle sedi dei 300 dipendenti dell’Agenzia sarda

“Le parole dell’on. Francesco Agus sono gravi e inaccettabili”. Il direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi, rispedisce al mittente le accuse in merito alle prime assegnazioni delle sedi dei 300 dipendenti dell’Agenzia sarda per le politiche attive per il lavoro che hanno appena firmato i contratti a tempo indeterminato dopo anni di precariato.
“In queste settimane è in atto un enorme processo di trasformazione dell’Agenzia, come mai finora era accaduto nel sistema Regione, con la più grande procedura di superamento del precariato portata a termine dopo quella dell’Ente Foreste – prosegue Temussi – la valutazione delle reali esigenze territoriali nei centri per l’impiego sparsi su tutto il territorio regionale è stata fatta, in modo serio e con criteri di omogeneità, ma soprattutto coinvolgendo in ogni passo le rappresentanze sindacali.
Non c’è stato alcun trasferimento, si tratta di nuovi contratti, a tempo indeterminato, e di prime assegnazioni delle sedi, secondo una logica di riorganizzazione dei servizi in base all’applicazione dei livelli essenziali di prestazioni che evidentemente non tutti conoscono: le scelte e le logiche del passato hanno portato a grandi difformità e disparità di trattamento nei servizi ai disoccupati, ora abbiamo messo mano a questa situazione razionalizzando i bisogni dei territori seguendo un solo principio guida: il soddisfacimento delle reali necessità delle migliaia di disoccupati sardi che ogni giorno si rivolgono ai nostri centri”.
Vi riportiamo la risposta dell’Associazione Progetto Lavor@bile Sardegna O.N.L.U.S. alle parole dall’Assessore al Lavoro della Regione Sardegna, Virginia Mura pronunciate in occasione di un’intervista rilasciata il 23/08/2016.
SASSARI Si apre un’altra pagina nell’annosa vertenza degli operatori del progetto Lavor@bile. Dopo la nuova doccia fredda, gli ex dipendenti dei Centri per i servizi del lavoro tornano alla carica per rivendicare il reintegro nel posto di lavoro perso dopo diversi contratti e altrettante proroghe tra il 2006 e il 2012. I lavoratori disabili, riuniti da tempo in un’associazione che porta il nome del progetto, rivolgono ora un nuovo appello, questa volta al presidente della Regione Francesco Pigliaru, per chiedere di scrivere la parola fine alla vicenda che li vede in trincea da almeno nove anni. Per capire il senso della nuova protesta bisogna riavvolgere il nastro almeno di qualche mese, quando, a fine febbraio di quest’anno, il consiglio regionale – primo firmatario la consigliera Alessandra Zedda – aveva votato un articolo della Finanziaria che prescriveva la riassunzione dei lavoratori del progetto Lavor@bile per riprendere l’aggiornamento del Sistema informativo che gestisce la bancadati regionale del lavoro. Stando a quella delibera, che l’assemblea regionale aveva votato all’unanimità, entro trenta giorni lo staff amministrativo dell’assessorato al Lavoro avrebbe dovuto convocare i lavoratori per il tanto agognato reintegro. «Ne sono trascorsi quasi duecento – sostiene Ermelinda Delogu, presidente dell’associazione Lavor@bile, che rappresenta un centinaio di lavoratori in tutta la Sardegna – ma nessuno di noi ha mai ricevuto alcuna comunicazione, tutto questo dopo diversi tentativi di stabilire un contatto con l’amministrazione, dopo la richiesta di accesso agli atti e dopo avere trasmesso un cospicuo dossier al governatore Francesco Pigliaru».